Andrea Vasconi, System Engineer Senior di General Computer Italia

Andrea, raccontaci un po’ del tuo percorso. Come sei diventato System Engineer in GCI?
“Il mio percorso è iniziato nel 1998, quindi sì, posso dire di essere uno dei “veterani” dell’azienda. Arrivavo da un istituto tecnico per le telecomunicazioni, ma non avevo una formazione informatica vera e propria. I computer, all’epoca, erano ancora un po’ agli inizi nelle scuole. Tutto quello che so oggi l’ho imparato sul campo, qui in GCI. Ho cominciato occupandomi di stampanti e, passo dopo passo, ho acquisito sempre più competenze, fino a diventare uno dei tecnici senior.
Nel tempo ho ricoperto diversi ruoli: sono stato anche coordinatore dei tecnici, mi sono occupato della gestione delle attività sul campo e oggi, oltre alla mia attività tecnica, affianco il Delivery Manager nella supervisione di progetti complessi.“
C’è stato un progetto particolarmente significativo nella tua carriera?
“Sicuramente il trasloco dell’intero CED della Banca Popolare di Bari. Un progetto corposo, che stiamo seguendo da mesi con grande attenzione. Non si tratta solo di spostare server e tecnologie, ma di curare ogni dettaglio per garantire continuità operativa. In questi casi l’esperienza conta, e sapere che puoi contribuire in modo concreto alla riuscita di un’operazione così delicata dà davvero soddisfazione.”
Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato in GCI?
“Ce ne sono state molte, ma se penso a quella che mi ha segnato di più, direi tutte quelle situazioni in cui ho dovuto affrontare problemi tecnici molto complessi… senza avere una formazione specifica. In un’azienda come la nostra, dove l’agilità è fondamentale, capita spesso di trovarsi davanti a nuove tecnologie senza il tempo di prepararsi con calma. In quei momenti ti affidi a ciò che sai, cerchi, sperimenti, e ti ci butti. È stata dura, ma anche motivo d’orgoglio: ho imparato a cavarmela da solo, e molti di quei problemi li ho risolti io per primo.“
Con l’evoluzione tecnologica che avanza a grande velocità, quali pensi saranno le sfide future del tuo lavoro?
“Sicuramente l’arrivo di tecnologie come il cloud e l’intelligenza artificiale cambieranno molto il nostro modo di lavorare. Da tecnico, è normale avere qualche dubbio: ci si chiede se certe evoluzioni potranno sostituire il nostro ruolo. Ma io credo che la vera sfida sia affiancarsi a queste innovazioni, capirle e farle diventare alleate. Bisogna restare curiosi, aperti, e pronti ad adattarsi. Solo così si può continuare a dare valore, anche in un mondo che cambia così in fretta.”
E fuori da GCI? Chi è Andrea nel tempo libero?
“Fuori dal lavoro sono un eterno ragazzo! Ho quasi 52 anni ma gioco ancora a basket con la stessa passione di quando ho iniziato. Amo la competizione, ma ancora di più il gioco di squadra: è qualcosa che mi porto dietro anche nel lavoro.
In generale, lo sport ha sempre fatto parte della mia vita: ho praticato anche tennis e mi piace cimentarmi in tante attività diverse purché sia movimento e sfida.
E poi c’è la moto: è una passione che mi accompagna da più di trent’anni. Oggi la uso poco, con due bambini il tempo è quello che è, ma non riuscirei mai a separarmene. La moto è libertà, è adrenalina, è parte di me. Infine, quando riesco, mi piace leggere. Anche se ultimamente il tempo per farlo è sempre meno, resta uno dei miei modi preferiti per staccare la spina.”

